Cinque cose da sapere su come il suono influenza il gusto – e perché UNISG ci sta lavorando
Una nuova mostra al MUSE – il Museo delle Scienze di Trento – offre uno sguardo inaspettato sull’universo sensoriale del cibo. Food Sound: The Hidden Sound of Food (22 febbraio 2025 – 11 gennaio 2026) esplora il ruolo dell’acustica nella percezione, nel consumo e persino nell’acquisto degli alimenti. Realizzata con il supporto di un comitato scientifico che include ricercatori dell’Università di Scienze Gastronomiche, l’esposizione invita a ripensare il ruolo dell’udito nel modellare il nostro appetito.
Ecco cinque cose da sapere:

1.
Il suono cambia il modo in cui mangiamo
La mostra parte da un’idea semplice: l’udito è coinvolto nel cibo quanto la vista o il gusto. Registrazioni binaurali e tracce ASMR riproducono i suoni quotidiani di cucina e di tavola per mostrare come rumori, croccantezza, sfrigolii e toni ambientali influenzino appetito, umore e senso di sazietà. La cucina diventa palcoscenico. La colonna sonora, uno stimolo.
2.
Anche il ristorante comunica con il suono
Una sezione dell’esposizione ricrea diversi ambienti di ristorazione – dal fast food alla cucina gourmet – per dimostrare come l’atmosfera sonora influenzi la percezione del servizio, della qualità e persino dei prezzi. I visitatori “assaggiano” lo stesso piatto in contesti differenti, con un’unica variabile: il suono. Ne emerge una nuova idea di ospitalità come esperienza multisensoriale.
3.
Il marketing lo ha già capito
Il suono è parte da tempo della pubblicità, ma il suo ruolo nel packaging e nel design dei prodotti è meno visibile. Nella sezione Il Mercato delle Illusioni, i visitatori fanno la spesa guidati esclusivamente dai suoni. Supportata da studi dei ricercatori UNISG, questa esperienza dimostra come tono, ritmo e volume condizionino le scelte di consumo – e come i brand stiano investendo sempre più nel sound branding alimentare.
4.
Una mostra da vivere in prima persona
I visitatori indossano speciali cuffie supraGuide SPHERIC, che riproducono audio spazializzato in base alla posizione. È un’esperienza insieme individuale e condivisa. Le tracce sonore sono disponibili in italiano, inglese e tedesco; i percorsi tattili guidano gli ospiti con disabilità visiva. Il design riflette il messaggio centrale della mostra: il cibo non è mai silenzioso.
5.
È anche un esperimento scientifico attivo
Durante la visita, il pubblico partecipa a micro-esperimenti. Le reazioni (registrate in forma anonima) alimentano una ricerca più ampia sull’impatto neurologico dei suoni legati al cibo. L’iniziativa fa parte di un campo emergente delle scienze sensoriali che studia come “mangiamo con le orecchie” – e come il suono possa influenzare abitudini alimentari più sane e consapevoli.
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Scopri il comitato scientifico, con i ricercatori UNISG Luisa Torri e Riccardo Migliavada
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